Essenzialismo e gli ostacoli di una vita semplice

di Gabriele Tagliavia

"Se non stabilisci le priorità nella tua vita, lo farà qualcun altro"

Greg Mckeown

 

 

In quest'ultimo decennio la semplicità sembra tornata alla ribalta ed è stata posta sapientemente al centro di nuovi modi di vivere la vita.

Minimalismo ed Essenzialismo sono due filosofie che presentano moltissimi aspetti in comune.

Greg Mckeown, autore, speaker e consulente di leadership, spiega il suo punto di vista essenzialista nel suo bestseller "Essentialism: The Disciplined Pursuit of Less", (tristemente) tradotto in Italia con il titolo "Dritti al sodo: come scegliere ciò che conta e vivere felici".

Greg descrive l'Essenzialismo come la pratica ordinata e disciplinata di eliminare ciò che non è essenziale, impiegando le proprie energie solo in quei progetti e in quelle intenzioni che si ritiene siano più importanti.

Essere essenzialisti vuol dire sfoltire ogni giorno la propria agenda in cerca del cuore più profondo della nostra vita.

 

Certamente una bella sfida...

 

Rispetto al minimalismo, l'Essenzialismo si concentra maggiormente sulla semplificazione dei nostri impegni e progetti, sul modo in cui impieghiamo il nostro tempo e le nostre energie mettendo in secondo piano l'aspetto più materialistico del vivere con meno.

Nella prima parte del suo libro Greg ci introduce alla filosofia essenzialista mostrandoci le 3 motivazioni che ci spingono verso uno stile di vita Non-Essenzialista.

Per quale motivo non riusciamo ad essere Essenziali? 

 

Troppe Scelte

 

Rispetto a  qualche anno fa le nostre possibilità di scelta si sono incredibilmente ampliate, così come il numero di eventi e progetti a cui è possibile aderire.

Possiamo scegliere tra tantissime opportunità che la società moderna ci offe e questa ampia scelta è facile da notare sopratutto nella grande varietà di beni di consumo che è possibile acquistare.

Questa condizione umana potrebbe essere intesa come un vantaggio rispetto alla nostra qualità di vita ma, in realtà, tale sovrabbondanza di scelte rischia di trovarci impreparati nel saperle gestire.

Non riusciamo più a selezionare ciò che è veramente importante da ciò che non lo è mancando un riferimento certo ad un sistema di valori stabile ed etico.

Tutte queste opportunità, in conclusione, compromettono la nostra qualità di vita incrementando il nostro livello di stress attraverso un fenomeno che gli psicologi definiscono "decision fatigue" (affaticamento da decisione).

 

Troppa Pressione Sociale

 

Altro aspetto è quello relativo alla pressione sociale a cui siamo sottoposti.

Le nostre opportunità sono aumentate in maniera considerevole così come la forza con cui il mondo esterno cerca di influenzare tali scelte.

La connettività e la globalizzazione hanno agevolato questo meccanismo di pressione spingendoci a paragonare la nostra vita a standard sempre più elevati: abbiamo la possibilità di metterci a paragone non più soltanto con i nostri amici o con le persone che abitano vicino a noi ma mettiamo il nostro stile di vita a confronto con quello di personaggi famosi e ricchi secondo il modello globale di fama e successo.

Questo meccanismo ci spinge inevitabilmente a plasmare le nostre scelte sulla base dei desideri altrui impedendoci di comprendere ciò che è veramente importante per noi.

 

La Convinzione di "Poter Avere Tutto"

 

L'elevata quantità di scelte e la costante pressione sociale ci spingono a credere di poter fare ed avere tutto abbracciando iniziative e svolgendo attività che non sono essenziali ma, semplicemente, possibili.

Il termine Priorità, di origine latina, definisce la cosa più importante che viene prima di tutte le altre.

Espressa al singolare indica una cosa sola, la più rilevante.

Solo nel novecento il termine priorità si è trasformato in un plurale dandoci la sensazione che sia possibile avere più priorità contemporaneamente. Ovviamente quando le priorità sono tante nessuna di essere è realmente una priorità.

Nella convinzione di poter avere tutto ci perdiamo ciò che è realmente fondamentale rischiando di vivere una vita lontana dai nostri più profondi desideri.

Nel suo libro Greg riporta una vicenda che spiega chiaramente questi concetti: Bronnie Ware, un'infermiera australiana che assisteva i malati terminali nelle loro ultime dodici settimane di vita, decise di prendere nota dei rimpianti che i pazienti le confidavano più spesso. In cima alla lista c'era:"Avrei voluto avere il coraggio di vivere la vita che desideravo io, e non la vita che gli altri si aspettavano da me".

 

Ecco perché vivere l'essenziale è un percorso coraggioso e non facile, implica un cambio di rotta sostanziale rispetto alla tendenza di questa società occidentale.

Vuol dire anche riscoprire il valore vero della vita, preziosa e unica.

L'esperienza di Bronnie Ware mi permette così di definire realmente cos'è per me l'Essenzialismo (e probabilmente anche il Minimalismo): significa avere il coraggio di vivere la vita che si desidera e non la vita che gli altri si aspettano da noi!

 

Grazie per aver letto questo articolo!!!

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Grazie per la lettura e a presto,

Gabriele


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