Tu non sei i tuoi pensieri

di Gabriele Tagliavia

 

Hai mai riflettuto sul rapporto che hai con i tuoi pensieri? Prima di leggere questo articolo prova a svolgere un semplice esercizio: blocca volontariamente tutto ciò che ti passa per la testa e svuota completamente la mente per 10 minuti. Ci sei riuscito?

 

E' molto probabile che, cercando di eliminare i tuoi pensieri, tu sia riuscito a controllare l'attività della tua mente solo per qualche attimo o minuto.

A meno che tu non abbia una preparazione e una pratica costante di meditazione è davvero molto difficile influenzare in maniera così forte il continuo scorrere dei nostri pensieri.

In verità anche i praticanti esperti sanno che la mente vuota è soltanto un mito, probabilmente un'errata interpretazione della pratica meditativa, né tanto meno il fine della meditazione.

Infatti, uno dei primi spunti di consapevolezza su cui si medita nel percorso di Mindfulness è proprio la nostra incapacità nel controllare il fiume di informazioni, preoccupazioni, giudizi o ricordi che ci passano per la testa.

Semplicemente non possiamo smettere di pensare così come non possiamo smettere di far battere il cuore o respirare, se non per brevi istanti.

In alcuni momenti della pratica può capitare di avvertire attimi in cui la mente ti sembra realmente vuota e pensi: "ci sono riuscito, sono senza pensieri!!!". Esattamente in quell'attimo puoi accorgerti di aver nuovamente pensato qualcosa, che il tuo successo è svanito proprio nell'istante in cui volevi congratularti per il tuo risultato.

Questo semplice esercizio e la rinnovata consapevolezza del nostro scarso controllo sull'attività produttiva del nostro cervello ci portano a compiere un passo successivo, ci conducono ad una nuova considerazione:

 

Se non posso controllare i miei pensieri, posso almeno osservarli!

 

Osservare i pensieri: questa è meditazione!

Anche quando la mia mente galoppa a briglia sciolta e mi inonda come un fiume in piena posso sempre fare un passo indietro, sedermi e osservare. Posso notare il sorgere dei miei pensieri, così come il loro svanire. Posso comprendere temi ricorrenti di pensiero, come aspri giudizi verso me stesso o gli altri, rimpianti di un passato ormai svanito o preoccupazioni per un futuro non ancora realtà. Posso anche accorgermi di come i miei pensieri siano facilmente influenzabili da diversi fattori come il mio umore, ciò che ho mangiato, qualcosa che mi hanno detto o fatto.

In questo modo, guardando il fiume dei pensieri dalla riva e non immerso nell'acqua fino alla gola, potresti anche notare come queste informazioni abbiano meno presa su di te.

In fondo sono solo pensieri che vanno e che vengono...

 

E se posso mettermi da parte e osservare la mia mente da una posizione più vantaggiosa, posso fare un'ultima considerazione, probabilmente la più importante: io non sono i miei pensieri.

 

Io non sono i miei ricordi, non sono le mie preoccupazioni, non sono le mie paure e , sopratutto, non sono i miei giudizi.

La mente ha bisogno costantemente di valutare e giudicare non solo la realtà che ci circonda ma dedichiamo del tempo anche a criticare noi stessi e i nostri gesti. Come siamo, come dovremmo essere...

Possono sorgere pensieri di svalutazione, di feroce autocritica, di colpa ma, come abbiamo ormai compreso, sono solo pensieri.

Con la pratica si può raggiungere questa profonda consapevolezza e liberarsi così del grave peso che questi pensieri portano con sé.

Perché se non possiamo controllare i nostri pensieri, come possiamo esserne responsabili?

 

Grazie per aver letto questo articolo!!!

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Grazie per la lettura e a presto,

Gabriele


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