Corona Log: Guida di sopravvivenza al tempo del Coronavirus

di Gabriele Tagliavia

 

Il recente decreto “Io resto a casa” ha imposto alla popolazione italiana un cambiamento drastico del proprio stile di vita.

Molti di noi non lavorano più e sono chiusi in casa aspettando con speranza di ricevere dai mezzi di comunicazione qualche buona notizia.

C’è chi ha trovato metodi alternativi per mantenere una qualche forma di vita di relazione e chi è costretto allo “smart working” (come se prima non fosse smart), il tutto grazie alla tecnologia che abbiamo a disposizione.

Tutti i più famosi servizi di intrattenimento offrono i propri prodotti per cercare di alleggerire le difficoltà di chi non può proprio uscire, permettendoci di impiegare il nostro tempo domiciliare in attività ludiche o culturali.

Ma è innegabile il fatto che, in queste condizioni, la nostra sta diventando una battaglia per la sopravvivenza personale e di chi amiamo.

Sebbene la quarantena rappresenti una soluzione valida a minimizzare il contagio e la diffusione del virus, questo stile di vita ci costringe ad una routine che sa di innaturale e, a lungo termine, potrebbe danneggiarci più dell’infezione da coronavirus.

Ecco perché vorrei proporvi alcuni mini-articoli che, traendo spunto da fatti reali e scientifici, potranno aiutare chi è vittima del decreto a capire meglio la situazione, ad apprendere qualcosa di nuovo e imparare a sopravvivere in tempi come questi.

Questi mini articoli conterranno anche suggerimenti pratici per riuscire ad affrontare e superare nel migliore dei modi le difficoltà di questi giorni.

#1 Lava le mani

Tutti noi abbiamo acquisito sin da piccoli la buona abitudine di lavare le mani come strumento indispensabile per garantire la sicurezza e la pulizia di noi stessi e degli oggetti che tocchiamo.

 

Ma la pratica del lavaggio delle mani è stata una vera e propria scoperta!

 

Verso la metà del 1800, negli ospedali viennesi, una patologia molto comune chiamata “febbre puerperale” decimava le giovani partorienti ricoverate provocando sintomi come dolore, malessere generale e febbre elevata.

Il numero di decessi per questa patologia era davvero alto: circa l’11% delle donne morivano a causa di questa affezione la cui causa era assolutamente sconosciuta.

Il dottor Ignac Semmelweis era profondamente ossessionato da queste morti così frequenti e dedicò gran parte della sua carriera a cercare le cause e le possibili soluzioni per trattare la febbre puerperale.

Dissezionava cadaveri e proponeva teorie nella speranza di capire l’eziologia di questa patologia e trovarne una cura.

Quando il suo collega e amico Jacob Kolletschka mori a causa di una patologia molto simile alla febbre puerperale Ignac ebbe un’intuizione sorprendente a quei tempi: ipotizzo che la febbre puerperale fosse una malattia che si diffondeva da un corpo all’altro tramite il contatto fisico.

Per dimostrare questa teoria ai tempi sconvolgente impose il lavaggio delle mani a tutti coloro che entravano nel Padiglione con una soluzione di ipoclorito di calcio e diede disposizioni affinché le lenzuola sporche delle partorienti venissero sostituite con lenzuola pulite.

I fatti gli diedero immediatamente ragione.

 

Dal 1846 al 1847 la mortalità delle giovani partorienti scese drasticamente passando dall’11% all’1%!!

 

Nonostante i sorprendenti risultati, Ignac e le sue teorie furono bersaglio di pesanti attacchi, sopratutto da parte di colleghi e superiori.

Ignac fu presto licenziato per aver intrapreso questa iniziativa senza aver consultato prima il direttore della clinica anche se, probabilmente, le motivazioni reali erano legate alla profonda invidia e gelosia per le capacità di questo straordinario medico.

La mortalità tornò ad essere elevatissima e, a causa dei continui assalti da parte della comunità scientifica, Semmelweis fu ricoverato in manicomio dove morì per setticemia durante un intervento chirurgico.

Ci vollero diversi anni prima che le sue teorie fossero prese in considerazione e validate.

L’amico Ferdinand von Hebra descrisse così la vicenda:

 

"Quando qualcuno scriverà la storia degli errori umani ne troverà pochi più gravi di quello commesso dalla scienza nei confronti di Semmelweis."

 

 Per minimizzare in contagio e ridurre le infezioni lavatevi spesso le mani!!!

Se potete evitate i guanti, resistete all’impulso di strofinarvi gli occhi e toccare bocca o naso e rilavate le mani.

Dedicate a questo gesto il doppio del tempo che solitamente impiegate per due motivi:

  1. dedicando più tempo sarete anche più sicuri di aver lavato le mani in maniera appropriata
  2. psicologicamente l’acqua e il lavaggio delle mani è un gesto che riconduce a concetti di cura e purificazione. Dedicare più tempo alle proprie mani è un modo per prendervi maggior cura di voi stessi in questo momento difficile e per sentirvi più sicuri in questa epoca ricca di timori e incertezze.

#2 Gioca e leggi di più

Mi rendo conto che possa sembrare un consiglio un po’ particolare da seguire in questi tempi in cui tensioni e preoccupazioni fanno da padrone delle nostre giornate.

In fondo, con tutte le notizie che si sentono alla televisione e la situazione nazionale e mondiale in corso, che senso ha perdere tempo a leggere e giocare?

Nonostante possa suonare fuori luogo in questo momento storico, il gioco può giovare largamente a tanti aspetti della tua vita proprio in questo momento di incertezze e precarietà.

E non sono certo io a dirlo, ma le Neuroscienze!!

Gli studi più recenti hanno dimostrato che l’attività ludica svolta con particolari giochi, sopratutto di strategia e legati all’uso di parole, ha la capacità di sviluppare e potenziare aree specifiche del nostro cervello deputate a funzioni fondamentali per il nostro benessere.

Nello specifico la regione cerebrale coinvolta in queste attività è la nostra corteccia prefrontale, la regione più evoluta e sede delle cosiddette funzioni superiori umane.

Quest’area, infatti, è responsabile di tutte quelle funzioni che contraddistinguono il genere umano rispetto al mondo animale, come la capacità di adattarci, risolvere problemi, regolare le nostre emozioni, etc…

I giochi da tavolo, i videogiochi (con moderazione) e anche la lettura possono implementare queste funzioni e aiutarci a contrastare in maniera più efficace le difficoltà di questa quarantena.

 

Ma come può il gioco aiutarmi davvero a superare questo momento?

 

La stimolazione della corteccia prefrontale tramite il gioco può coinvolgere due aspetti importanti della tua salute:

 

1. Migliorare l’efficacia del sistema immunitario

La branca scientifica della neuroimmunologia si è dedicata molto a questo tema ultimamente cercando di scoprire le relazioni esistenti tra il nostro sistema nervoso e il sistema immunitario. Le scoperte più recenti mettono in luce come questi due sistemi siano profondamente connessi, influenzandosi a vicenda.

In particolare gli studi dimostrano che la regione prefrontale, quando opportunamente stimolata e ben funzionante, è capace di incrementare l’efficacia del nostro sistema immunitario rendendoci più resistenti ad infezioni e malattie.

Il gioco, quindi, ci rende fisicamente più resistenti.

 

2. Migliorare la tua capacità di gestire emozioni difficili

Come ti anticipavo, la corteccia prefrontale si occupa anche della regolazione delle nostre componenti emotive come l’ansia e la tristezza. Di fronte a questo tipo di emozioni la nostra risposta più istintiva può non essere logica, possiamo cioè avere reazioni spropositate e non appropriate al contesto in cui ci troviamo. E’ noto di come la paura possa attivare in noi atteggiamenti non sempre razionali e, in alcune situazioni, perfino pericolosi per noi stessi (vi dice niente l’assalto ai supermercati?).

La funzione regolatoria della regione prefrontale ci permette, in presenza di queste forti emozioni, di agire in maniera più logica e consapevole limitando l’impatto che paura, ansia e tristezza possono avere sul nostro comportamento.

Con il suo aiuto, possiamo agire piuttosto che reagire.

Il gioco, quindi, ci rende emotivamente più resilienti.

 

Gioca e leggi di più. Se sei in compagnia preferisci giochi da tavola strategici o che coinvolgano l’utilizzo delle parole. Se sei solo gettati sui videogiochi (preferibilmente di ruolo) o dedicati ad attività del tipo parole crociate, rebus, sudoku, etc...

 

Ti consiglio inoltre di provare il servizio Audible di Amazon o qualunque app che ti consenta di ascoltare audiolibri. So che per i puristi gli audiolibri possono essere disturbanti, ma ho scoperto recentemente il valore e i vantaggi che questa tecnologia ci offre, senza escludere la possibilità di un buon libro di carta sempre al proprio fianco.

 

Ti suggerisco di ascoltare questi consigli direttamente da un vero esperto di neuroscienze, il Prof. Massimiliano Oliveri, che, attraverso una breve intervista (a cui si ispira questo articolo), ci mostra il suo punto di vista per affrontare al meglio le sfide di questi giorni difficili.

 

Ecco il link: https://www.youtube.com/watch?v=EgLBfVCII00&t=21s

 

 

#3 Cerca il contatto

Probabilmente il contatto umano con i nostri cari è una delle cose di cui sentiamo maggiormente la mancanza in questo periodo.

Stringere, abbracciare i nostri cari o semplicemente dare la mano ad uno sconosciuto sono diventati gesti rari e legati ad un profondo senso di paura.

 

Il contatto umano, sopratutto quel contatto fisico ricco di affetto, amore e solidarietà, è una componente fondamentale della nostra vita e produce degli effetti decisivi per il nostro benessere e la nostra salute.

Da pochi anni anche la ricerca si è posta questo quesito: come può il contatto fisico migliorare la salute degli esseri umani?

Ci sono sempre state evidenze empiriche a favore di questa tesi: che un profondo abbraccio fosse anche salutare si poteva benissimo immaginare.

Ma gli studi recenti hanno cercato di analizzare questa correlazione in maniera più profonda.

Quelle che vi riporto sono considerazioni teoriche ed evidenze scientifiche riportate in un articolo del 2017 scritto da un gruppo di ricercatori dell’Università “Carnegie Mellon” di Pittsburgh, negli Stati Uniti.

Secondo i loro studi un contatto “affettuoso”, cioè intento a dimostrare amore, cura e apprezzamento, è capace di promuovere il benessere in tre ambiti specifici che ora analizzeremo singolarmente.

 

1. Benessere relazionale

Con benessere relazionale si intende quel senso di soddisfazione che è possibile provare in una relazione durevole quando è caratterizzata da bassi livelli di stress e conflitti e da elevati livelli di reciprocità.

Il contatto fisico incrementa la qualità delle nostre relazioni perché stimola in noi due risposte particolari: ci permette di sentirci maggiormente inclusi e coinvolti all’interno della relazione e ci dona un senso profondo di sicurezza. Quando i nostri rapporti sono ricchi di contatti ci sentiamo più vicini, aumenta il senso di dipendenza reciproca e ci sentiamo più sicuri di poter ricevere un sostegno in caso di necessità.

 

2. Benessere psicologico

Il benessere psicologico è fortemente legato alle considerazioni fatte prima. Sulla base di relazioni più sincere caratterizzate da un maggior senso di coinvolgimento e sicurezza il nostro umore migliora sensibilmente. Inoltre ulteriori studi hanno dimostrato che la presenza di frequenti contatti fisici ci rende più abili nella regolazione dei nostri stati emotivi, sopratutto quando questa vicinanza fisica ha caratterizzato la nostra infanzia. Il contatto tra madre e figlio dona ai bambini strumenti fondamentali per imparare da adulti a gestire le proprie emozioni e, quindi, le proprie azioni.

 

3. Benessere fisico

Il contatto fisico produce effetti importanti anche a livello fisico e neurobiologico. La ricerca ha dimostrato che un semplice e sincero contatto fisico è capace di:

  • ridurre lo stress percepito e migliorare la capacità di recupero,
  • ridurre i valori pressori sistolici e diastolici,
  • ridurre la frequenza e la reattività cardiaca,
  • ridurre il dolore fisico,
  • ridurre i sintomi dell’ansia e della depressione.

Questi effetti sono dovuti ad azioni a livello cerebrale e del sistema endocrino.

Infatti un contatto sincero provoca a livello neuronale una riduzione dell’attività delle aree legate allo stress (corteccia cingolata anteriore, insula e area 8 di Brodmann) e incrementa la produzione di ossitocina e oppioidi endogeni.

Queste due azioni si potenziano a vicenda provocando effetti fisiologici legati al senso di benessere e piacere.

 

Cercate maggiormente il contatto fisico con le persone che avete vicino, nel rispetto delle norme igieniche e dell’intimità dell’altro. Provate a stare fianco a fianco, spalla a spalla: incrementa il senso di collaborazione e forza nell’affrontare una minaccia. Se avete un animale domestico, un cane o un gatto, passate più tempo ad accarezzarli, anche il contatto con i nostri amici pelosi è capace di provocare effetti benefici nel nostro organismo. Se non potete toccare nessuno, cercate anche solo di ricordare momenti di contatto con le persone a cui volete bene. Il ricordo di un abbraccio sembrerebbe attivare gli stessi meccanismi fisiologici di un contatto reale e sincero.

 

#4 Attento alle emozioni

Il periodo che stiamo vivendo attualmente è sicuramente fuori dall’ordinario.

L’uomo è per sua natura un animale sociale e gran parte del suo benessere deriva dalle interazioni sociali e dai contatti che intrattiene con i suoi simili.

Fisiologicamente e indipendentemente dalla motivazione, se un uomo viene costretto all’isolamento sociale per un periodo di tempo sostenuto tenterà in tutti i modi di evadere incurante degli obblighi e dei divieti imposti.

Questa importante riduzione della libertà, in concomitanza con la paura concreta derivata dal possibile contagio, comporta vissuti emotivi caratterizzati da particolare stress ed emozioni difficili come ansia, tristezza, irritabilità.

Lo stress percepito, quando supera la nostra capacità di adattamento, può essere origine di profonde sofferenze che, purtroppo, possono perpetuarsi anche quando l’evento stressante ha cessato di esistere. (Per saperne di più sullo stress leggi questo articolo)

In Psicologia e in Psichiatria esiste un disturbo specifico la cui causa è strettamente connessa ad esperienze fortemente stressanti che si chiama Disturbo post-traumatico da Stress.

Sebbene si possano riscontrare casi anche in epoche più antiche lo studio dei disturbi post-traumatici risale al periodo della Prima Guerra Mondiale ad opera degli psichiatri militari impiegati nei vari schieramenti.

Solo in quel periodo le osservazioni consentirono ai medici di ipotizzare che tale disturbo fosse indipendente dalle patologie già note costituendo un gruppo di sindromi a sé stanti.

Dopo lo scoppio della Guerra del Vietnam si notò un aumento importante dei casi sopratutto nei soldati impiegati in tale conflitto e la patologia venne pertanto inserita nei manuali diagnostici di salute mentale.

I soldati affetti da questo disturbo presentavano diversi sintomi che potevano insorgere anche a distanza dall’evento scatenante.

Tali sintomi sono:

  • flashback frequenti degli eventi traumatici
  • stordimento e confusione
  • evitamento di elementi particolari correlati al trauma
  • incubi frequenti
  • insonnia, ansia, irritabilità, aggressività e tensione psichica

Ad oggi sono presenti diverse forme di terapia (psicoterapia, farmaci) capaci di ridurre il disagio generato dei sintomi e, in molti casi, comportano una vera e propria guarigione dal disturbo.

 

Ma che relazione c’è tra il disturbo post-traumatico e la quarantena?

 

Il limite di adattamento e sopportazione di un evento stressante è un elemento soggettivo e può variare da persona a persona. Anche tu, in forma lieve, potresti vivere questo periodo come una vera e propria guerra sperimentando alcuni dei sintomi che caratterizzano le patologie post-traumatiche.

E’ importante, quindi, porre particolare attenzione ai propri sentimenti ed emozioni, senza esitare nel contattare il proprio medico nel caso in cui dovessi notare qualcosa di nuovo e insolito accadere dentro di te.

 

Presta maggiore attenzione ai tuoi sentimenti.

 

Ti consiglio, per agevolare questa consapevolezza, di tenere un diario delle emozioni da compilare ogni giorno. Ti invito a scrivere semplicemente l’emozione prevalente che ha caratterizzato quella giornata o, se lo preferisci, qualche frase in più che possa aiutarti a fare il punto sul tuo stato psichico attuale. Nei suoi testi il dott. Daniel Siegel, noto neuropsichiatra americano, suggerisce di scrivere ogni giorno il diario dei propri stati emotivi interni. Questa attività promuoverebbe infatti l’integrazione di aree cerebrali diverse incrementando la consapevolezza di sé stessi e delle proprie emozioni.

 

Nota inoltre cambiamenti del tuo appetito e della qualità del tuo riposo notturno.

 

Ripeto: non temere di contattare il tuo medico di base se dovessi notare qualcosa che non va!!!

 

 

#5 Modifica la tua dieta

E cosa accadrà dopo?

Se gran parte delle nostre preoccupazioni sono concentrate in questi giorni di quarantena e non vediamo l’ora di riprendere la nostra vita “normale” c’è già qualcuno chi si è posto questa domanda: come sarà la nostra vita dopo?

Sarà maggiormente incentivato lo smart working? I nostri parchi saranno costantemente affollati da bambini e genitori intenti a godere di preziosi momenti all’aria aperta? Getteremo l’immondizia la sera senza lamentarci ma con il sorriso sulle labbra? O saremo ancora terrorizzati dall’idea che questa esperienza possa ripetersi, ancora una volta vittime di un nuovo contagio da chissà quale virus?

Purtroppo le reali conseguenze di tutto quello che stiamo vivendo potremo comprenderle solo alla fine di questo periodo particolare e dipenderà anche da noi decidere cosa trarre da questa esperienza.

Ma una cosa è certa: avvicinandoci all’estate quello che certamente non vogliamo è qualche chilo in più!!

Infatti il decisivo cambiamento del nostro stile di vita ha causato una maggiore tendenza alla sedentarietà e un aumentato senso dell'appetito che, probabilmente, è in parte correlato al nostro bisogno di far scorrere il tempo, ridurre l’ansia, gestire lo stress, trovare consolazione.

Le guide e i tutorial su come fare il pane o la pizza a casa stanno spopolando, i supermercati hanno terminato lievito e farina da settimane...solo le mascherine chirurgiche hanno una richiesta maggiore.

E se questo comporta per certi aspetti un’alimentazione più sana e consapevole, l’altro lato della medaglia è costituito dal rischio di incrementare il proprio peso corporeo piantati sul divano mentre guardiamo telegiornali, film e le nostre serie preferite.

Quando lo stile di vita cambia in questo modo, inevitabilmente c’è la necessità di modificare anche altri aspetti della nostra quotidianità, a partire proprio dall’alimentazione.

Mangiare un po' meno è certamente consigliato ma ritengo sia importante modificare anche la qualità del cibo di cui ci nutriamo.

La scienza dell’alimentazione studia costantemente le proprietà dei nutrienti che assumiamo e per ottenere un miglioramento dell’efficienza del nostro sistema immunitario ci rivela l’indispensabile ruolo della Vitamina C.

La vitamina C (o più propriamente chiamato Acido Ascorbico) più di tutti gli altri nutrienti svolge una moltitudine di effetti benefici per le cellule del nostro sistema immunitario. Oltre a svolgere un’importante azione antiossidante nei confronti di molecole dannose per l’integrità delle nostre cellule, rappresenta anche un fattore coadiuvante fondamentale per l’efficienza di particolari reazioni chimiche.

L’azione dell’acido ascorbico si espleta a più livelli e partecipa al buon funzionamento di questi meccanismi:

  1. stimola la migrazione di particolari cellule del sistema immune (neutrofili) verso il sito dell’infezione,
  2. migliora la fagocitosi e l’uccisione dei patogeni,
  3. protegge i tessuti dal fuoco amico, cioè dagli attacchi che il nostro stesso sistema immune potrebbe provocarci,
  4. incentiva e sostiene un’efficace azione delle nostre difese immunitarie,
  5. partecipa al processo di prevenzione e cura delle infezioni a carico del sistema respiratorio (!!!).

In periodi particolarmente stressanti il fabbisogno di vitamina C può essere più elevato, pertanto è necessario modificare in parte la nostra alimentazione per mantenere nel nostro organismo una concentrazione sufficiente e funzionale di vitamina C.

Quindi….

 

Cerca di ridurre anche di poco le quantità degli alimenti che consumi.

Privilegia cibi contenenti Vitamina C come agrumi, prezzemolo e verdure dalla foglia scura.

Se vuoi puoi anche utilizzare integratori in commercio per essere certo di assumere la quantità corretta di Vitamina C.

Concediti un pezzetto di cioccolato fondente ogni tanto: migliorerà sicuramente il tuo umore!!

 

#6 Fai attività fisica

Un altro aspetto della nostra vita che questa quarantena ha inevitabilmente influenzato è la nostra possibilità di praticare sport e attività fisica. Sopratutto chi era solito praticare all’aria aperta avrà avvertito in maniera più intensa i disagi legati alle disposizioni del decreto e probabilmente si sarà già attrezzato per fare esercizio in balcone o in veranda.

Tutti noi sentiamo certamente la necessità di fare un po' di movimento in questi giorni consapevoli che i continui spostamenti tra cucina, salone e bagno non sono sufficienti a mantenerci in forma e fisicamente sani.

I benefici dell’attività fisica sul nostro organismo sono ben noti e facili da intuire. Lo sport mantiene il nostro sistema muscolo scheletrico sano, migliora l’efficienza del sistema cardiocircolatorio e respiratorio, regola il nostro metabolismo, etc…

Uno studio australiano pubblicato a gennaio 2020 sulla rivista “Open Sport and Excercise Medicine” ha indagato anche gli aspetti psicologici dell’attività fisica focalizzandosi prevalentemente sui giovani sportivi.

I risultati sono stati vari e, in relazione al tipo e all’intensità, l’attività fisica è stata suddivisa in attività leggera, moderata e intensa.

Riassumo qui brevemente i risultati:

  • Sintomi depressivi: l’attività fisica sembra avere effetti positivi sulla tristezza e sui sintomi depressivi, risollevando il tono dell’umore in chi soffre di questi tipi di disturbi. L’attività fisica moderata sarebbe la più efficace per ottenere validi effetti sull’umore.
  • Ansia: anche l’ansia si riduce in chi pratica sport e per ottenere questo beneficio è sufficiente svolgere un tipo di attività fisica a bassa intensità.
  • Stress: un’attività fisica leggera-moderata riduce anche i livelli di stress percepito, migliorando la propria capacità di rispondere agli eventi stressanti della vita.

Oltre ad esaminare questi aspetti lo studio dimostra come lo sport possa influenzare altre dimensioni psicologiche come l’autostima, la resilienza e la fiducia in se stessi.

Sicuramente in questo momento storico l’attività fisica può essere uno strumento molto utile per mantenerci sani sia nel corpo che nella mente.

 

Ma come si può praticare un attività sportiva in casa?

 

Esistono tantissime opportunità per mantenerci in forma tra le quattro mura domestiche. Il mondo digitale brulica di tutorial e video guide che possono aiutarci a svolgere qualunque tipo di attività fisica senza l’ausilio di particolari strumenti. Ancora una volta la tecnologia può esserci utile (se usata con moderazione) per trovare soluzioni alternative ai nostri problemi.

 

Pratica attività fisica ogni giorno per almeno 7 minuti.

Se sei un veterano saprai già come organizzarti, potresti essere tu a dare consigli in questo ambito.

Se invece non hai mai svolto attività fisica con costanza ti suggerisco due alternative.

La prima è lo yoga. Cerca dei tutorial per principianti che ti possano aiutare a scoprire questo mondo che offre tantissimi benefici e possibilità. Lo yoga ha tanti stili e, se vissuto con consapevolezza, può migliorare largamente la tua salute fisica e mentale.

La seconda possibilità si chiama 7 minute workout. E’ un allenamento ad alta intensità concentrato in pochi minuti che ha dimostrato scientificamente avere effetti simili ad allenamenti di durata più lunga. Essendo più intenso ti sconsiglio di praticarlo se hai particolari problematiche fisiche o non sei assolutamente allenato.

 

#7 Medita

Se non hai mai praticato nessun tipo di meditazione può non esserti chiaro cosa c’entri questa attività con la tua salute fisica e mentale.

Il termine Meditazione è spesso associato a pratiche di tipo spirituale o mistico il cui obiettivo principale è quello di raggiungere una qualche sorta di illuminazione e ciò non è del tutto errato.

Alcuni possono anche confondere la meditazione con le pratiche di rilassamento e, in effetti, potrebbe aiutarti anche in questo senso.

Quando si parla di meditazione l’immagine che sorge nella nostra mente è spesso ricca di monaci calvi con tuniche rosse, candele, posizioni scomode e noia, tanta noia.

Nella realtà esistono davvero molti tipi di meditazione caratterizzate da differenti approcci e obiettivi. Quello che ti consiglio in questo momento è lo stesso che pratico io: la meditazione di consapevolezza Mindfulness.

Nata nei primi anni ‘80 ad opera del dott. Jon Kabat Zinn la pratica Mindfulness ha riscosso in breve tempo tantissimo successo perché ha reso semplice e intuitiva la meditazione per noi occidentali. La meditazione Mindfulness è priva di concetti mistici o spirituali e, proprio in virtù della sua estrema semplicità di comprensione e diffusione, è stata oggetto di numerosi studi scientifici che ne hanno avvalorato l’efficacia e i potenziali benefici per la nostra salute.

Infatti, secondo le ricerche effettuate, questo tipo di pratica si è dimostrata capace di migliorare il nostro benessere da tanti punti di vista.

Alcuni benefici sono di ordine fisico, altri psicologico.

La Mindfulness è capace di ridurre i valori pressori e l’incidenza delle patologie cardiovascolari (infarto e ictus), migliorare la nostra capacità fisica di rispondere allo stress, incrementare l’efficienza del nostro sistema immunitario, migliorare la qualità del riposo notturno e la nostra capacità di concentrazione.

Oltre a questi vantaggi, tale pratica ha degli effetti molto incisivi anche su ansia e depressione, condizioni che possono essere particolarmente presenti in questo periodo di stress e quarantena.

L’intero percorso prevede 8 incontri di gruppo, una volta a settimana, con un insegnante esperto e qualificato. Ovviamente, di questi tempi, è molto difficile se non impossibile, immaginare di svolgere un’attività del genere con queste modalità ma ci sono delle opportunità online assolutamente gratuite che possono aiutarti ad introdurre un po’ di consapevolezza in queste giornate così difficili.

Iniziare, quindi, è molto semplice.

Potrai trovare tantissimi gruppi che si ritrovano online per praticare insieme, eventi aperti anche a principianti (ti consiglio i #mercoledìmindfulness di Lunedì non ti temo). Oppure potrai trovare diverse app che ti aiuteranno a praticare da solo se vuoi. Puoi anche, se lo desideri, visitare la pagina Download e scaricare delle meditazioni audio gratuite da poter svolgere nella serenità della tua casa. Le possibilità non mancano, quindi…

 

Medita ogni giorno per almeno 5-10 minuti!!! Tutto qui.

 

Conclusioni

Questi che stiamo vivendo sono tempi difficili.

L'incertezza, la paura, la noia, la rabbia, la tristezza, la nostalgia e malinconia, il nervosismo e l'ansia...tutte queste emozioni sono normali e non possiamo pretendere da noi stessi più di quello che stiamo facendo e vivendo.

Mi rendo conto che questi consigli possono essere preziosi per alcuni ma assolutamente inutili per altri.

Io non so in che situazione ti trovi, non so realmente cosa stai soffrendo o quali sono i tuoi vissuti.

Ma, indipendentemente dal contesto in cui ti trovi, ci tengo a ricordarti una cosa:

tu sei PREZIOSO!

Il rischio reale di questo periodo è che ci tolga la nostra umanità e la consapevolezza di essere importanti, per noi stessi e per il prossimo.

Scrivilo sul tuo quaderno, sullo sfondo del telefono o sui muri di casa se preferisci: TU SEI PREZIOSO!

E al termine di questa battaglia ricorda che il tuo contributo, qualunque esso sia, è stato utile ad aiutare e a salvare delle vite.

Non dobbiamo fare altro se non vivere con pienezza anche questo momento.

Passo dopo passo, giorno dopo giorno...


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