Disturbo ossessivo-compulsivo: la gabbia della mente

di Gabriele Tagliavia

 

Questa scena commovente, tratta da una delle mie serie preferite, esprime perfettamente il disagio e la sofferenza di chi soffre di un disturbo mentale così debilitante e pervasivo come il Disturbo ossessivo compulsivo.

Chi è affetto da questo tipo di patologia si ritrova carcerato all'interno dei propri pensieri e delle proprie azioni e, incapace di controllare la propria vita, diventa vittima della ripetizione.

Esistono diversi gradi di gravità e, come spesso accade in psichiatria, nei casi più lievi patologia e normalità si intrecciano dando luogo a piccole sofferenze spesso impercettibili.

In questo articolo vi palerò del disturbo ossessivo compulsivo e dei possibili trattamenti esistenti per affrontare una patologia che, sebbene non molto comune, è capace di distruggere e invalidare la quotidianità e le relazioni dei pazienti affetti.

Però, prima di iniziare questa semplice trattazione scientifica, vi parlerò di una persona che ho avuto il piacere di incontrare durante la mia pratica clinica e che per comodità e rispetto della privacy chiamerò con il nome di Anna

 

Anna, i numeri e il mare

Anna è una signora distinta, elegante ed estremamente educata.

Quando per la prima volta attraversa le porte di sicurezza del reparto è accompagnata dal suo affettuoso marito che si premura di non lasciarla mai sola durante ogni momento del nostro incontro.

E' un po' in ansia ma è normale: in pochi hanno ricevuto il dono di entrare in un reparto psichiatrico e sentirsi assolutamente a proprio agio.

A prima vista sono certo che il disturbo di Anna passi completamente inosservato alla gente comune. Riesce a nascondere benissimo il suo disagio dietro ad un ampio e sincero sorriso.

Dopo brevi cenni di saluto e cortesie ci accomodiamo nella stanza della stimolazione magnetica transcranica dove, con la burocrazia in una mano e una penna nell'altra, inizio a raccogliere i suoi dati necessari a registrare il suo caso e iniziare il trattamento.

 

Anna è seguita ambulatorialmente dal primario del mio reparto che, dopo varie terapie farmacologiche e pochi risultati, ha ritenuto opportuno per lei un trattamento innovativo come quello non invasivo della stimolazione magnetica transcranica.

Quando pochi giorni prima il professore mi presenta il caso confessa di essere seriamente preoccupato per Anna, raramente ha visto pazienti affetti da patologie così complesse e difficili.

Raccolgo le generalità, compilo le scartoffie e finalmente posso dedicarmi alla cosa più importante del mio lavoro: i pazienti.

Così Anna, con l'aiuto del marito, mi descrive brevemente la sua storia e le sue sofferenze.

 

Anna è ossessionata dai numeri.

 

Mi racconta di avere eliminato dalla sua casa qualunque riferimento ai numeri e di avere profonde difficoltà nel camminare per strada.

Questo perché ogni volta che incontra un numero (incluse le targhe delle auto) nella sua mente non può fare a meno di esaminarlo, analizzarlo, sommare, sottrarre, moltiplicare e dividere le sue cifre.

Questa attività le richiede diverso tempo, si blocca e non può farne a meno.

Non può distogliere lo sguardo, non può pensare ad altro.

Se per caso, da queste operazioni mentali, dovesse saltar fuori un numero particolare, magari un po' sfortunato, Anna può provare un fortissimo sentimento di ansia fino ad un vero e proprio attacco di panico.

E tutto ciò è al di fuori della sua volontà.

Mi confessa di venir attanagliata dall'ansia anche quando parla con persone che indossano occhiali o che, mentre parlano con lei, incrociano gambe o braccia.

La sua unica salvezza è il mare.

 

Per sua fortuna il marito è istruttore di vela e possiede una barca che, con pazienza e dedizione, porta a largo ogni giorno per permettere a sua moglie la possibilità di immergersi nell'unica terapia che la natura le ha concesso.

Solo che anche l'acqua, con il tempo, è diventata una sua compulsione, perché Anna ha sempre il costume addosso.

Che sia estate, autunno, primavera o inverno lei deve sempre immergersi per trovare sollievo dalle sue ansie, incurante della temperatura esterna e del mare.

 

Non ha scelta.

 

Mi rendo conto della gravità della situazione, Anna è costretta a vivere una vita che sicuramente non ha mai voluto e desiderato.

Le do qualche speranza circa i risultati scientifici ottenuti con la stimolazione magnetica.

La sua ansia aumenta ma dice di riuscire a resistere.

Avviso gli infermieri di tenere pronta qualche goccia di Diazepam e Anna si siede sulla poltrona per la stimolazione...

 

Le caratteristiche del disturbo ossessivo compulsivo

Secondo i dati statistici il 10% dei pazienti che si rivolgono ad un ambulatorio psichiatrico è affetto da disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) essendo una delle diagnosi più frequenti effettuate dallo specialista psichiatra.

Donne e uomini sono affetti in egual misura da questa patologia e i primi sintomi si possono avvertire sin da giovani: il disturbo insorge mediamente intorno ai 20 anni.

Per effettuare diagnosi di DOC lo specialista deve rilevare la presenza dei due elementi fondamentali che caratterizzano questa patologia: ossessioni e compulsioni.

 

Le Ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini che hanno una caratteristica particolare: si presentano nella nostra mente in maniera persistente, ricorrente e vengono vissuti come intrusivi e indesiderati. Questo tipo di pensieri vengono definiti ego-distonici, cioè non coerenti con il proprio ego e la propria volontà.

 

Le Compulsioni sono l'aspetto gestuale delle ossessioni. Sono gesti ripetitivi o azioni mentali che il soggetto si sente obbligato a mettere in atto, anche in questo caso al di fuori dalla sua volontà. Possono essere gesti semplici o di complessità maggiore che vengono perpetuati al fine di ridurre la tensione interna generata dalle ossessioni anche se spesso, come un circolo vizioso, sono anch'esse fonte di ansia.

 

Le ossessioni più comuni sono inerenti a quattro tematiche particolari:

  • Contaminazione: i pensieri ricorrenti si riferiscono alla paura di essere contaminati da un oggetto o mezzo che è molto difficile da evitare. In questo caso la compulsione correlata è frequentemente il lavaggio delle mani che viene svolto in maniera ripetitiva fino a causare lesioni e sanguinamenti. Chi si lava compulsivamente le mani può avere conseguenze dermatologiche importanti.
  • Dubbio patologico: i pazienti in questo caso dubitano di qualunque cosa e i dubbi si riferiscono spesso ad eventi che possono essere nocivi per sé o per altri. Dubitano di aver chiuso il gas, spento la luce, chiuso l'auto o la casa. La compulsione associata è spesso quella del controllo, per cui il paziente ritorna più volte sui suoi passi per essere certo di aver svolto quel determinato compito. Questi gesti possono rubare ai pazienti anche diverse ore.
  • Pensieri intrusivi: in questo caso il paziente soffre prevalentemente di pensieri che forzatamente si intromettono nella sua mente in assenza di compulsioni. Possono essere però pensieri fortemente indesiderati e aggressivi, riguardanti violenza fisica o sessuale. A volte il tema della violenza è diretto verso il soggetto stesso che è ossessionato dall'idea del suicidio. Questi ultimi sono certamente i pazienti più a rischio.
  • Simmetria: in questo ambito ricadono coloro che hanno una predilezione per l'ordine e la simmetria, ovviamente in maniera patologica. Questo li porta a svolgere azioni quotidiane semplici con un'eccessiva lentezza perché dedicano molto tempo alla cura di questi due elementi. Pensate al semplice gesto di mangiare. Un paziente ossessionato dalla simmetria potrebbe rivolgere molta attenzione affinché le porzioni di cibo siano simmetriche o pari. Solo che, inevitabilmente, quando mangiano l'ordine viene meno e a quel punto potrebbero stabilire che ciò che stavano mangiando non va più bene e buttarlo nel cestino.     

Esistono altre temi come quello religioso o l'accumulo seriale ma sono meno frequenti nei pazienti con DOC.

 

Possibili cause

Il disturbo ossessivo compulsivo è una patologia in cui è impossibile definire una singola causa scatenante ma più fattori concorrono all'insorgenza del disturbo.

La ricerca scientifica ha ricondotto gran parte di queste cause ad un alterato funzionamento del sistema nervoso in relazione ad alcuni dei suoi meccanismi fisiologici.

Le prime alterazioni ad essere state identificate sono state quelle a carico del sistema cerebrale dei neurotrasmettitori, molecole il cui compito è quello di trasmettere l'informazione da cellula a cellula.

Gli studi rivelano che pazienti affetti da DOC presentano una ridotta concentrazione di molecole come la Serotonina e la Noradrenalina, che sono i principali target terapeutici dell'approccio farmacologico.

Gli studi di Risonanza magnetica funzionale hanno parallelamente individuato la presenza di un alterata conduzione neuronale all'interno di uno specifico circuito che connette aree più evolute con aree più profonde del cervello.

Queste regioni cerebrali si chiamano corteccia orbitofrontale, caudato e talamo.

Nei pazienti questo circuito sarebbe iperattivato, in proporzione alla presenza e alla gravità dei sintomi. 

Un cenno va fatto alla componente genetica del disturbo, anch'essa presente in una certa percentuale. Infatti gli studi statistici mostrano come i familiari affetti da disturbo ossessivo compulsivo abbiano una probabilità da tre a cinque volte maggiore di presentare la stessa patologia e nei gemelli monozigoti (cioè con lo stesso patrimonio genetico) la probabilità è ancora più alta.

Neurotrasmettitori, circuiti cerebrali e genetica costituiscono le cause organiche della patologia e concorrono in maniera sempre diversa all'insorgenza di ossessioni e compulsioni.

Ma alcuni pazienti non presentano in maniera rilevante nessuna di queste alterazioni poiché il disturbo può essere legato maggiormente ad una dimensione psicologica più che organica.

Ogni modello psicologico presenta un diverso punto di vista riguardo ad ossessioni e compulsioni, giustificando secondo la propria teoria la presenza di questi pensieri e gesti intrusivi e reiterati. Sebbene mi sia impossibile qui descrivere questi modelli comportamentali è evidente che i sintomi possono essere fortemente influenzati dallo stato psicologico del paziente.

Infatti, in condizioni di stress o particolare tensione interna i sintomi del DOC si acutizzano diventando più severi e frequenti.

 

Terapie note e alternative

Sulla base di queste possibili cause presenti alla base del disturbo ossessivo compulsivo la medicina si è fornita di strumenti diversi capaci di alleggerire la sofferenza del paziente e ridurre la sintomatologia associata.

Le terapie finora più utilizzate per trattare il disturbo sono:

  • Psicofarmaci

I farmaci a disposizione in questo momento sono molecole la cui azione si esprime a livello del metabolismo dei neurotrasmettitori carenti nei pazienti affetti dalla patologia. I più usati sono chiamati SSRI, cioè inibitori selettivi del reuptake della serotonina, la cui azione consente di incrementare la concentrazione di Serotonina presente nelle cellule cerebrali. Come sempre la terapia non ha effetti immediati e presenta i suoi effetti collaterali ma, nel tempo, i pazienti che assumono la giusta terapia presentano meno ossessioni, minor numero di atti compulsivi e un generale miglioramento della qualità di vita.

  • Psicoterapia   

In virtù della componente psicologica del disturbo, la psicoterapia è fortemente raccomandata per una riduzione della sintomatologia che sia più stabile e duratura, priva degli effetti collaterali farmacologici.

Il modello più studiato è quello cognitivo comportamentale che, tramite l'utilizzo da parte del terapeuta di particolari tecniche, è capace di ridurre i sintomi e alleviare le sofferenze del paziente. Ovviamente esistono altri modelli psicoterapeutici altrettanto validi, ogni paziente può trovare quello più adatto alle sue necessità.

 

Ma questi non sono gli unici trattamenti possibili e la ricerca indaga costantemente per trovare nuove soluzioni e migliorare quelle già note. Tra le terapie finora meno praticate possiamo elencare:

  • Stimolazione magnetica transcranica 

E' una tecnica di recente utilizzo e negli ultimi anni si sono sviluppati diversi studi e protocolli al fine di utilizzare questa tecnologia per il trattamento di svariate patologie. Consiste nello stimolare o inibire determinate aree cerebrali specifiche tramite impulsi magnetici non invasivi. Nello specifico, per i pazienti affetti da DOC, lo scopo della terapia è quello di inibire le aree cerebrali che si presentano iperattive e rimodulare in questo modo i circuiti neuronali patologici. Anche se questa metodica è ancora in via di sviluppo esistono alcuni posti in cui è possibile già praticarla e presenta il vantaggio di avere minimi effetti collaterali.

Sono certo che in futuro si parlerò molto di più di terapie come queste.

  • Mindfulness per DOC

Recentemente il prof. Didonna, psicoterapeuta, insegnante e esperto in meditazione Mindfulness, ha pubblicato un testo intitolato "Mindfulness-Based Cognitive Therapy for OCD" che rappresenta il primo protocollo standardizzato rivolto ai pazienti affetti da disturbo ossessivo compulsivo. Questo manuale, prodotto di anni di pratica e sperimentazione, dimostra come anche la meditazione di consapevolezza possa costituire un valido aiuto a coloro che soffrono di questo tipo di patologia. Strutturato come il percorso base, attraverso 8 incontri settimanali, questo protocollo è stato studiato in maniera specifica per accrescere la consapevolezza dei sintomi e imparare, con le varie pratiche meditative, come gestirli nel migliore dei modi. Anche questo tipo di terapia presenta il vantaggio di non avere effetti collaterali, il peggio che può capitarvi è di ritrovare la gioia di vivere una vita piena e fondata nel momento presente.

 

 

Conclusioni

La prima seduta di stimolazione magnetica è andata bene, Anna non ha avuto la necessità di nessun farmaco.

Durante la seconda seduta l'ansia è stata maggiore e le abbiamo somministrato un ansiolitico per riuscire a concludere il protocollo.

Durante la terza seduta mi chiede quanto tempo ci vorrà prima di stare bene, la sua fiducia inizia a vacillare sotto i pesanti attacchi delle sue ossessioni e compulsioni.

Le spiego che ci vuole tempo e che servono almeno dieci sedute per vedere i primi effetti.

Rivedo Anna per una quarta volta, poi interrompe la terapia.

Il marito al telefono mi spiega che questo tipo di trattamento è troppo pesante per lei e che non riesce ad uscire ogni giorno di casa per arrivare in reparto. Ha combattuto finché ha potuto ma ogni istante passato fuori casa per lei è un macigno troppo difficile da sostenere.

Non ho più avuto contatti con Anna ma spero sinceramente che, in qualche modo, sia riuscita a stare meglio.

Quando ripenso a lei la immagino sempre lì, immersa nella tranquillità che solo le onde del mare potevano darle con lo sguardo fisso verso il cielo, l'unico luogo in cui era certa che i suoi pensieri non avrebbero potuto sommergerla.

 

Grazie per aver letto questo articolo!!!

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Grazie per la lettura e a presto,

Gabriele

 


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