5 segni per capire se soffri di depressione

di Gabriele Tagliavia

 

 

Se stai leggendo questo articolo probabilmente nell’ultimo periodo hai iniziato a porti delle domande e sei in cerca di risposte.

Forse negli ultimi tempi ti sei accorto che le cose stanno cambiando in te e nel mondo, senti che qualcosa non va, che dentro di te si è spento quell’entusiasmo e quella gioia che prima caratterizzavano le tue giornate, con i loro alti e bassi.
Ti senti senza voglia e tutto sembra più difficile come se avessi il vento contrario. Non dormi più bene, non mangi più con appetito, non provi più quel piacere che provavi prima nel fare le cose che ti piacciono.
Magari non sta capitando a te ma sospetti che un tuo parente, un conoscente o un amico possano soffrire in questo modo.
Chiamarla depressione sembra assurdo ma, forse, è proprio questo il problema e ti vergogni a parlarne, non sai se è veramente così, non sai a chi rivolgerti, non sai come superare questo momento.
Se sei in questa situazione leggi questo articolo, ti aiuterà a capire e a prendere una decisione che, anche se piccola (come chiedere aiuto), può salvarti la vita.

C’è tanta confusione su questo argomento ed è opportuno che ti dia qualche indicazione in più.

 

Sei sicuro di sapere cos’è la Depressione?

 

La grande Tristezza del 21° secolo

Negli anni passati l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva previsto che nel 2020 la Depressione sarebbe diventata la prima causa di disabilità nel mondo al pari di patologie croniche come quelle cardiache od oncologiche.

Purtroppo questo risultato è stato raggiunto prima dei tempi previsti e già in questi anni (2019) la depressione ha coinvolto così tante persone da scalare rapidamente la vetta diventando già un patologia rilevante a livello internazionale.

Secondo le statistiche attualmente, nel mondo, 300 milioni di persone soffrono di depressione e le donne sono più affette rispetto agli uomini. La patologia di per sé non è letale ma comporta un disagio importante nella vita di tutti i giorni e può portare il paziente a gesti estremi come il suicidio. Ogni anno circa 800 mila persone si tolgono la vita a causa di questa patologia ed il suicidio è la seconda causa di decesso nella fascia di età che va dai 15 ai 29 anni.

 

Ma il dato più allarmante è legato alle possibilità di trattamento di questa patologia.

 

Sebbene esistano diverse possibilità per curare questo genere di patologie, sia sul versante psicologico che farmacologico, meno della metà di tutti i soggetti affetti riceve le giuste terapie.

In alcuni paesi questa percentuale scende al di sotto del 10%!!!

Questo dato è legato a vari fattori: in parte c’è vergogna, paura del pregiudizio, mancanza di consapevolezza o, purtroppo, la deliberata scelta di non voler essere aiutati.

Altro aspetto che influenza l’accesso alle cure di chi soffre di depressione è legato alle difficoltà diagnostiche: troppo spesso riceve diagnosi chi non è realmente affetto e in altri casi non si riconoscono i pazienti veri e propri che hanno più bisogno di aiuto.

La causa d’insorgenza di queste patologie non è stato ben definito ma si conoscono certi fattori predisponenti che sono costituiti da una complessa interazione tra fattori sociali, biologici e psicologici.

La depressione può avere diversi gradi di intensità (lieve, moderata, grave) in base al numero e alla gravità dei sintomi.

I trattamenti sono vari a si pongono come obiettivo quello di trattare la patologia dai diversi punti di vista: biologico e psicosociale.

La percentuale di successo cresce se i diversi trattamenti vengono integrati tra loro, ma parlerò meglio di questo aspetto alla fine dell’articolo.

 

Ma come faccio a capire se sono depresso?

Come accennavo precedentemente la diagnosi di depressione è spesso fraintesa e poco precisa se effettuata da personale che non ha ricevuto una formazione specifica in questo settore.

A volte anche gli specialisti possono essere poco attenti e confondere più diagnosi, cosa che purtroppo capita non di rado nel nostro settore. Ecco perché è importante che una prima valutazione sia fatta proprio da te che sei la persona che, più di tutte, sa cosa sta provando.

Il DSM 5 descrive i criteri su cui si basa la diagnosi che, specifico, può essere fatta solo da uno specialista dopo attento colloquio.

A seguire te ne elenco alcuni che possono aiutarti a riconoscere se il tuo malessere può essere ricondotto ad uno stato depressivo.

Nota che la depressione non è solo questione di tristezza, ma è legata ad una serie di segni del corpo che possono aiutarti, come campanelli d’allarme, a riconoscere che qualcosa non va.

Questi i segni a cui prestare attenzione:

 

1. Tristezza

Vien da sé che la tristezza è uno dei segni più importanti e caratterizzanti di questa patologia.

Potrai sperimentare un umore più basso o alcuni descrivono una mancanza di energia. Questo stato emotivo lo potrai esperire per quasi tutta la giornata con brevi momenti di umore normale (eutimia).

 

2. Diverso ritmo sonno-veglia

Nelle ultime settimane ti sarai accorto di non riuscire più a riposare come prima o, al contrario, di dormire per quasi tutto il giorno. Le alterazioni dei ritmi cosiddetti circadiani sono frequenti in chi ha disturbi dell’umore. La tendenza è quella di utilizzare il sonno per fuggire dal rapporto con il mondo e con gli altri. La notte diventa il momento in cui ci sentiamo maggiormente a nostro agio quando l’umore è giù.

 

3. Idee ricorrenti e a tematiche depressive

Il nostro pensiero è strettamente collegato con il nostro umore e, anche se crediamo di essere noi a decidere e stabilire la natura dei nostri pensieri, il più delle volte non ne abbiamo il controllo. Quindi quando l’umore è basso i pensieri diventano ripetitivi e abbracciano pochi temi di natura depressiva. Possono essere inerenti l’autostima (“non valgo nulla”, “non merito nulla”, “non sono più capace d fare niente”) o l’opinione che si ha della realtà esterna (“gli altri non mi vogliono più bene”, ”le persone mi criticano sempre”, “nessuno mi può capire”, “non ha senso vivere così”).

 

4. Difficoltà nella concentrazione

Alcuni sintomi possono coinvolgere anche la nostra capacità di svolgere le attività quotidiane più semplici: solitamente avvertiamo difficoltà di concentrazione. Così potremmo avere problemi a leggere, a seguire un programma TV o una conversazione, o semplicemente ti rendi conto di non riuscire bene a ricordare le cose, sopratutto quello che ti viene detto.

 

5. Mancanza di piacere

Tutti noi solitamente abbiamo delle attività che ci provocano piacere, che ci fanno sorridere o ci rilassano. Chi soffre di depressione può avvertire una perdita di piacere quasi in tutti gli ambiti e quello che prima era piacevole poi non lo è più. Ecco perché potresti accorgerti di passare gran parte della giornata sul divano o a letto, senza voglia di far nulla.

 

Se hai iniziato ad avvertire qualcuno di questi sintomi e questa situazione va avanti da almeno due settimane allora ti suggerisco di rivolgerti a qualcuno perché POTRESTI soffrire di qualche tipo di depressione.

All’inizio non devi per forza rivolgerti ad uno specialista ma è importante che tu condivida con qualcuno come ti senti. Magari con un caro amico o un parente di cui ti fidi, o anche on il tuo medico curante.

E’ importante che tu compia questo passo perché nella solitudine questa situazione può soltanto peggiorare.

Ed è importante sopratutto perché, se soffri davvero di depressione, puoi accedere a diversi trattamenti capaci di alleviare la tua sofferenza.

 

Che terapie?

I trattamenti per la depressione sono vari e, se combinati, possono aiutarti davvero ad uscire da questo tunnel così buio e apparentemente senza fine.

E’ possibile che amici e conoscenti pensino di avere la soluzione giusta per te, di capirti e sapere come affrontare la situazione.

Ho conosciuto diversi pazienti che avevano ricevuto questi tipi di suggerimenti:

  • Esci di più e ti passa
  • Frequenta più persone e ti passa
  • Trovati una donna/un uomo e ti passa
  • Vieni con me a bere e ti passa
  • Fatti un tiro e ti passa
  • Non hai bisogno di farmaci, aspetta un po e ti passa
  • Basta che ti trovi un lavoro e ti passa
  • etc…

Ovviamente questi tipi di consigli, anche se sinceri e apprezzati, non sono sempre validi e, sopratutto alcuni, possono peggiorare le cose.

I professionisti hanno identificato due approcci terapeutici convalidati per il trattamento della depressione:

 

1. Psicoterapia

La psicoterapia, di cui parlo brevemente qui, è il primo approccio consigliato dalle linee guida internazionali per il trattamento di questi disturbi. E’ un percorso che può durare un po di tempo ma ne vale sicuramente la pena.

Se è il tuo primo episodio depressivo e il tuo medico non ti consiglia un percorso di psicoterapia, chiedi tu!!!!

 

2. Farmacoterapia

L’utilizzo di farmaci è indispensabile nelle condizioni più gravi.

Sulla farmacoterapia ci sono molti pregiudizi ma anche tanta leggerezza nelle prescrizioni.

I farmaci servono a ristabilire l’equilibrio fisiologico di alcune sostanze chiamate neurotrasmettitori che, nella patologia depressiva, hanno un’alterata produzione o un alterato funzionamento.

Queste terapie sono pensate per durare alcuni mesi ma non per sempre, chiedi al tuo medico più informazioni possibile per essere più consapevole delle cure a disposizione per te.

 

Conclusioni

Riconoscere di avere un problema mentale e chiedere aiuto è difficile.

Spesso troviamo il coraggio di parlarne con qualcuno solo tardi, quando la patologia ha già compromesso gran parte delle nostre relazioni e dei nostri ambiti sociali, professionali e personali.

Ma strumenti utili come pagine web e articoli come questo possono aiutare chi è in difficili condizioni a trovare il coraggio di chiedere aiuto e affrontare la situazione.

Non temere di rivolgerti ad un medico in queste situazioni, la loro esperienza e competenza possono aiutarti a capire meglio cosa stai vivendo e a trovare la soluzione più adeguata.

 

Grazie per aver letto questo articolo!!!

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Se vuoi iniziare un percorso di meditazione consapevole e vuoi sapere prima di cosa si tratta puoi provare le prime meditazioni guidate scaricandole da qui, avrai la possibilità di svolgere le prime pratiche a casa tua.

 

Grazie per la lettura e a presto,

Gabriele

 

Bibliografia

  • https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/depression
  • Sinossi di psichiatria (2018) - B. J. Sadock,V. A. Sadock,P. Ruiz

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