3 modi per capire se la psicoterapia fa per te

di Gabriele Tagliavia

 

 

Psicologo, Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicanalisi, Strizzacervelli...sulla base della mia esperienza professionale e dei colloqui avuti con pazienti, amici e conoscenti mi sono accorto di quanto questi termini siano avvolti da una nuvola di confusione e mistero.

Spesso vengono scambiati tra loro o usati impropriamente ma raramente si hanno le idee chiare circa il loro significato.

Quando si parla di psicanalisi l'immagine che compare nella nostra mente è chiara: il povero paziente coricato sul lettino, il terapeuta, solitamente barbuto ed elegante come un uomo distinto del novecento, intento a prendere appunti alle sue spalle (o a completare con attenzione le parole crociate della settimana) e, sopratutto, parcelle esorbitanti.

 

Ma questa non è tutta la verità!!!

 

E poiché la psicoterapia è uno strumento utile e, in certi casi, fondamentale per stare meglio con se stessi e con gli altri, oggi ti aiuterò a capirne qualcosa in più e, sopratutto, a capire se sei pronto ad intraprenderne una.

 

Per spiegarvi questi contenuti ho tratto inspirazione da un libro molto interessante scritto dal Dott. Daniel Siegel intitolato “Il terapeuta consapevole” che, inspirandosi alle più moderne teorie neuroscientifiche, illustra il suo punto di vista su un modello di psicoterapia maggiormente basata sulla consapevolezza.

 

Cos'è la Psicoterapia?

La Psicoterapia è una tecnica terapeutica basata sulla relazione che si instaura tra il paziente/cliente e il terapeuta.

Esistono diversi tipi di psicoterapia e ognuna, ugualmente valida, utilizza strumenti diversi per ottenere un effetto terapeutico.

Quest'effetto solitamente consiste in una maggiore consapevolezza dei propri meccanismi psicologici o nell'acquisizione di tecniche particolari utili a familiarizzare e gestire al meglio le proprie emozioni.

Tra i tipi di psicoterapia più conosciuti esiste:

  • Psicanalisi Freudiana
  • Psicanalisi Junghiana
  • Terapia Sistemico Relazionale o Familiare
  • Terapie Cognitivo Comportamentali
  • Gestalt
  • Bioenergetica
  • etc...

Le sedute possono essere effettuate da uno psicologo appositamente formato presso scuole di specializzazione in psicoterapia o da specialisti psichiatri ed è considerata terapia di prima scelta per tantissime condizioni patologiche e non.

Le sedute possono inoltre essere individuali, di coppia, familiari o di gruppo in base alle esigenze personali e alla problematica da trattare.

 

Sopratutto chi non è del settore, uno dei primi errori che commette è quello di pensare alla seduta di psicoterapia come ad un'occasione per sfogarsi o lamentarsi dei propri problemi, ma questo è uno dei modi peggiori per approcciarsi al trattamento.

Spesso, invece, è un percorso lungo ed impegnativo che mette a nudo le nostre fragilità e debolezze per poter lavorare sugli aspetti della nostra vita fonte di disagi personali e relazionali.

Ecco perché la psicoterapia non è per tutti e bisogna essere disponibili ad affrontare questo percorso forte ma trasformativo.

L’obiettivo è quello del raggiungimento di un maggior benessere psicofisico ma...

 

Che vuol dire benessere psicofisico?

 

Esistono diverse definizioni di benessere psicofisico, la stessa Organizzazione Mondiale della Salute definisce a suo modo il concetto di Salute. Nel mio ambito, però, il benessere è legato ad un termine abbastanza specifico: Integrazione. Più la nostra vita, la nostra mente e le nostre interazioni sono ben integrate, maggiore è la nostra sensazione di benessere.

 

E che vuol dire tutto ciò?

 

Il concetto di benessere è più chiaro se noi immaginiamo la nostra vita mentale come se navigassimo su un fiume. Il corso del fiume è proprio il nostro senso di benessere. Finché navighiamo senza intoppi ci sentiamo bene, la nostra vita scorre tranquilla, le nostre relazioni sono appaganti, il nostro agire ha un senso profondo.

Le due sponde del fiume rappresentano invece due atteggiamenti estremi che a lungo andare ci portano al malessere e, in casi estremi, alla malattia. Questi atteggiamenti sono Caos e Rigidità.

 

Il Caos rappresenta tutti quei momenti in cui la nostra mente perde la propria integrità lasciandosi andare a pensieri e sensazioni spesso senza una logica coerente. Sono tipiche del Caos le reazioni Ansiose o di Panico in cui il gomitolo dei nostri pensieri si intreccia in maniera non funzionale e non adattiva. In questo stato troviamo difficile prendere decisioni utili e qualunque stimolo esterno o interno può peggiorare il nostro stato di allerta.

 

La Rigidità, al contrario, rappresenta uno stato di chiusura in cui il malessere deriva dalla nostra difficoltà ad adattarci alle novità o, semplicemente, alla parte della realtà che va oltre i nostri preconcetti o le nostre credenze. Chi soffre di Depressione, per esempio, tende ad avere pensieri inerenti quasi esclusivamente una sola tematica e qualunque elemento esterno difficilmente incide su questo flusso monotono di pensieri.

Il benessere, pertanto, sta tra queste due sponde verso cui possiamo configgere in modi e momenti diversi della nostra vita. A volte, chi sperimenta profondi malesseri, oscilla tra le due sponde ritrovandosi quasi mai nel corrente centrale del fiume.

Quindi il compito della psicoterapia dovrebbe essere quello di guidarti verso una navigazione più serena e sicura.

E come fare a capire se la psicoterapia è un percorso adatto a te?

Si possono identificare tre assetti mentali che possono aiutarti a capire se è un cammino che può darti i suoi benefici oppure no.

Eccoli a seguire:

1. Predisposizione al cambiamento

Il percorso psicoterapeutico è un cammino che porta spesso al cambiamento.

Naturalmente noi esseri umani siamo creature abitudinarie, poco disponibili a cambiare.

Consciamente o (più spesso) inconsciamente mettiamo in atto meccanismi atti a minimizzare le ansie che derivano dalle novità, approcciando il più delle volte situazioni simili sempre allo stesso modo.

Questo tipo di atteggiamento può impedire alla psicoterapia di lavorare a dovere creando un divario tra ciò che siamo e la versione migliore di noi che potremmo diventare.

Ciò non vuol dire che si debba per forza cambiare il proprio carattere ma, durante il percorso, bisogna essere disponibili a modificare un può alcuni elementi della propria vita.

Potrebbe cambiare qualcosa del nostro stile di vita, o forse il nostro punto di vista su noi stessi o sugli altri.

Per quanto possa essere difficile l'importante è essere consapevoli delle nostre resistenze che in terapia potrebbero ostacolare la guarigione.

Più siamo aperti al cambiamento, maggiori sono le possibilità di notare subito gli effetti terapeutici della psicoterapia.

 

2. Pazienza

Proprio per le resistenze inconsce che potremmo presentare la psicoterapia è un percorso che richiede tempo. Molte situazioni patologiche si strutturano in anni ed è impensabile che possano essere risolte solo in una manciata di sedute.

Ci saranno periodi in cui avrete la sensazione che questa terapia non vi stia portando da nessuna parte o, magari, avvertirete un peggioramento che vi spingerà a perdere fiducia. Vi sentirete sempre uguali, sempre con le stesse problematiche e gli stessi disagi. Potreste pensare di cambiare terapeuta o di interrompere per sempre.

Vi consiglio invece di insistere, a volte dopo mesi di stasi una singola seduta può darvi la svolta che stavate cercando.

Siate pazienti quindi, anche quelle sedute che vi sembreranno più inutili magari saranno invece quelle più importanti per predisporvi al cambiamento che avverrà.

 

3. Predisposizione alla relazione

La forza della terapia sta nella relazione. E le relazioni non sono sempre rosa e fiori.

Potreste avere nei confronti del terapeuta i sentimenti più vari: ammirazione, rispetto, irritazione, perfino odio. Nei limiti del possibile non disprezzate questi sentimenti, un buon terapeuta saprà farne materiale di studio per capire al meglio la vostra situazione.

Abbiate invece, per quanto potete, un atteggiamento aperto e disponibile alla relazione con il terapeuta.

Nascondere fatti o emozioni costituirà un'ulteriore resistenza al percorso terapeutico.

 

Conclusione

La psicoterapia è un percorso che vale la pena di essere vissuto.

Per le esperienze personali che ho avuto posso assicurarvi che, se trovate un terapeuta appassionato e “integrato”, la terapia può davvero cambiarvi la vita ed avvicinarvi tantissimo al concetto di guarigione. Ho conosciuto pazienti che grazie alla terapia hanno ridotto di molto l’utilizzo di farmaci e alcuni hanno presentato molte meno ricadute nel periodo in cui erano seguiti dallo psicoterapeuta.

Proprio per il suo enorme valore, se soffrite di qualche tipo di disagio psicologico o esistenziale o vi trovate in un momento della vita difficile, vi suggerisco di pensare seriamente ad intraprendere un percorso di questo tipo.

E vi consiglio di iniziare anche se non credete di possedere appieno i tre criteri sopra descritti, anche se siete poco predisposti al cambiamento o alla relazione o siete poco pazienti. Non è detto che durante la terapia non possiate sviluppare queste capacità e, quindi, trarre un ulteriore beneficio dal trattamento.

 

Grazie per aver letto questo articolo!!!

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Grazie per la lettura e a presto,

Gabriele


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