Smartphone Addiction: come diventare più consapevole del tuo “Io” digitale

Quella in cui viviamo è un era digitale.

 

La tecnologia ci ha fornito numerosi mezzi e strumenti capaci di rendere la nostra vita più semplice e ampliare le nostre capacità umane.

Ormai possiamo raggiungere quasi qualunque luogo sulla terra in poco tempo, la medicina ha fatto passi da gigante e internet ci da l’opportunità di ridurre tempi e distanze.

Pc, tablet e smartphone sono alla portata di tutti aiutandoci a semplificare il più possibile la nostra vita.

Ma anche la tecnologia ha il suo lato oscuro e ogni eccesso può portare a conseguenze gravi per la nostra salute e per il nostro modo di vivere.

Poiché un rapporto con la tecnologia patologico può condurre a problematiche sia sul versante relazionale che sociale, nonché della salute fisica,  si parla di “Uso problematico dello smartphone”, “Eccessivo uso di smartphone” o “Dipendenza da smartphone” per indicare un uso non sano di questa particolare tecnologia.

L'uso di questi dispositivi sfugge spesso al nostro controllo, quindi è bene ogni tanto fermarsi per capire se la nostra abitudine si è trasformata in una vera e propria dipendenza e se sta già intaccando la nostra salute e il nostro benessere.

Sono ancora pochi gli studi scientifici in merito a questo argomento ma esistono già alcune evidenze e considerazioni che possono esser fatte alla luce degli effetti che la tecnologia sta provocando nel mondo, sopratutto quello dell'adolescenza.

In questo articolo ti mostrerò a quali conseguenze può portare un uso non consapevole della tecnologia e, più in dettaglio, dello smartphone con qualche suggerimento per evitare che la tua vita si trasformi irrimediabilmente in un insieme di "bit" e "like".

 

Cos'è la dipendenza da smartphone?

I ricercatori definiscono tale condotta come una forma di dipendenza comportamentale o psicologica relativa all’uso dello smartphone che è strettamente correlata alla “dipendenza da social media” e al “disturbo di dipendenza da internet”.

Non c’è ancora una definizione univoca ma ci sono già numerosi dati e ricerche che ci fanno capire l’entità del problema.

Secondo le statistiche la prevalenza del disturbo varia in base al genere, all’età e alla regione presa in esame.

Sembrano comunque più colpiti i giovani tra gli 11 e i 14 anni con una percentuale di incidenza che varia dal 10% nel Regno Unito al 39-44% in India.

Nel libro “Digital Detox” scritto da Alessio Carciofi vengono riportati diversi dati statistici che ci danno realmente un'idea di quanto siamo dipendenti dai nostri smartphone.

Ve ne riporto alcuni:

  • Veniamo interrotti dalle notifiche e dai messaggi che ci arrivano sullo smartphone ogni 180 secondi. Le distrazioni consumano il 28% della nostra giornata.
  • Lavoriamo due ore in più per recuperare il tempo perso tra notifiche, gruppi WhatsApp, mail e conferenze call.
  • Il 70% degli italiani tra i 18 e i 44 anni controlla lo smartphone appena sveglio, come prima azione della giornata, mentre sono il 63% quelli che lo guardano prima di addormentarsi. Il 68% degli italiani guarda lo smartphone anche se non ci sono notifiche (Rapporto Coop 2016).
  • Uno studio Microsoft ha rilevato che, una volta interrotti da una notifica email, i lavoratori impiegano 24 minuti per tornare proficuamente al compito sospeso.
  • Uno studio della University of San Diego ha rivelato che l’81% degli utenti interrompe le conversazioni o i pasti per controllare il dispositivo.
  • Una ricerca Cisco rivela che 3 utenti su 5 trascorrono più tempo libero con lo smartphone che con il proprio coniuge.
  • Nove persone su dieci soffrono della sindrome della vibrazione fantasma (fonte Ansa).
  • Negli Usa 1000 persone sono rimaste ferite perché camminavano a testa bassa con il cellulare.
  • Il 40% delle cause di separazione e divorzio è causato da WhatsApp, usato come prova dell’infedeltà (fonte: Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani)
  • Un utente su tre controlla WhatsApp 12 volte all’ora, ogni cinque minuti (fonte: The social Science Journal).
  • Tre incidenti stradali su quattro sono causati da distrazione, sempre più per colpa dello smartphone. Guardare il telefono vuol dire distrarsi, e guidare bendati, per 10 secondi, 110 metri. Il 90% dei sinistri è colpa dei comportamenti sbagliati delle persone, riconducibili, nell’80% dei casi, all’uso dello smartphone (fonte ACI).

Come potete notare questi dispositivi possono avere un impatto sulla nostra vita rilevante e, in certi casi, crearci veramente dei danni.

Gli effetti di questa dipendenza possono ricadere all’interno di tre ambiti: Sociale, Psicologico e della Salute mentale. Vi descrivo ora parte di questi effetti.

 

Smartphone come fuga dalla noia

Dal punto di vista sociale gli smartphone hanno modificato il nostro modo di relazionarci con gli altri e nei vari contesti comunitari.

Le interazioni viso a viso, per esempio, si sono per la maggior parte convertite in interazioni testuali tramite messaggistica e social network.

Sherry Turkle, sociologa, psicologa e tecnologa statunitense descrive il nostro nuovo stato sociale come una “continua co-presenza” indicando la nostra tendenza costante a stare in più realtà contemporaneamente (digitali multiple e realtà).

Ciò porta la nostra attenzione ad essere costantemente distribuita su più versanti risultando pertanto parziale e superficiale.

Il rischio – secondo la Turkle – è quello di cadere nell’errore di trattare gli individui come unità digitali, privandole di tutte le caratteristiche che le rendono umane.

Elliot Berkman, professore di psicologia presso l’Università dell’Oregon, dichiara che gli smartphone potrebbero essere utilizzati come una fuga dalla noia in quanto rappresentano finestre su tanti mondi diversi da quello che ci troviamo di fronte, dandoci la sensazione di essere inclusi e coinvolti nella società. Esistono casi di patologie caratterizzate da eremitismo sociale, la cui frequenza è in aumento negli adolescenti, in cui effettivamente la tecnologia rappresenta l’unico contatto con il mondo esterno, l'unico ponte tra la vita ritirata e la società (vedi Hikikomori).

Ma la comprensione degli effetti di queste nuove abitudini sulla società è ancora oggetto di studio e, poiché lo sviluppo tecnologico è così rapido, è difficile tenere il ritmo con i cambiamenti che avvengono così velocemente nelle nostre vite.

Qualche informazione in più la possiamo apprendere dagli studi effettuati su smartphone e salute mentale.

 

Smartphone e salute

La relazione tra vita digitale e salute è stata ampiamente analizzata da psicologi, sociologi e medici al fine di capire se queste nuove tecnologie possano causare gravi conseguenze alla salute di chi le usa, sopratutto se si sviluppa una vera e propria dipendenza.

Nel 2019 un largo gruppo di studi ha correlato l’uso eccessivo di smartphone a patologie psichiatriche come la depressione, l’ansia, aggressività e ADHD.

Non è ancora nota la ragione di questa correlazione ma è ormai accertato che l’abuso della tecnologia può aggravare precarie condizioni psicologiche portando anche ad un incremento delle idee a carattere suicidario.

Da notare però come diversi studi hanno confermato che, se usata in maniera congrua e attenta, la tecnologia possa anche essere un aiuto per l’umore e per migliorare il nostro stato di salute mentale, così come le nostre capacità intellettive.

Quindi gli effetti della tecnologia variano in correlazione al modo in cui la usiamo!!!

Ma chi eccede può sviluppare delle vere e proprie patologie digitali, in cui l’uso erroneo di smartphone compromette realmente la vita di chi ne è affetto.

 

Nomofobia e Vamping

Uno studio britannico del 2008 ha rilevato che il 53% degli utenti inglesi esaminati (2163 persone) mostra uno stato ansioso quando “perdono il loro cellulare, esauriscono la batteria o il credito residuo, o non hanno copertura di rete”. Il 10% ha dichiarato di avere la necessità di essere rintracciabile in ogni momento.

Questa tendenza ansiosa che insorge nei momenti in cui siamo lontani dal nostro smartphone ha preso il nome di Nomofobia dalla frase inglese NO-MObile.

E sebbene ci siano tantissimi individui che soffrono di questa paura ce ne sono alcuni che sono anche disponibili a rinunciare a una parte fondamentale della vita reale per non perdersi un solo attimo di vita digitale: il sonno.

Infatti tra gli adolescenti si sta diffondendo la tendenza a passare tutta la notte vigili per poter leggere messaggi, post dei social network e chattare.

Questo fenomeno è stato chiamato Vamping, un richiamo alla figura di fantasia del vampiro che, per nutrirsi delle sue vittime, trascorre la notte in cerca delle proprie prede.

A differenza dei vampiri, però, noi umani abbiamo il reale bisogno di dormire e pertanto un deficit di sonno ha conseguenze importanti sulla nostra performance diurna.

Segni clinici del Vamping sono:

  • Navigare sul web e social tutta la notte
  • Dormire quindi un numero insufficiente di ore
  • Irritabilità e nervosismo
  • Deficit dell’attenzione
  • Scarso rendimento scolastico

Solitamente i ragazzi non si rendono conto che il loro atteggiamento può essere nocivo o dannoso, più frequentemente sono i genitori ad accorgersi che c’è qualcosa di diverso nelle loro abitudini e nella modo in cui si relazionano con loro.

 

La tua vita digitale cambia ciò che sei

La nomofobia o il vamping, così come tutti i dati e i fatti che vi ho riportato precedentemente spero vi possano servire a porvi una domanda fondamentale: che rapporto ho io con la tecnologia?

Spesso siamo i primi ad essere inconsapevoli delle nostre abitudini digitali.

Ci svegliamo al mattino e controlliamo il telefono prima ancora di alzarci dal letto.

Facciamo colazione e scrolliamo i social network o i gruppi di chat.

Saliamo sul bus o tram o metro e controlliamo lo smartphone.

Arrivati a lavoro o scuola passiamo tantissimo tempo a controllare, chattare e ricontrollare, postare

e ricontrollare.

Fino alla fine della giornata quando l’ultima cosa che facciamo prima di andare a letto è controllare nuovamente il telefono.

Magari per te non è così o forse è anche peggio. Come fare allora ad essere più consapevole delle tue abitudini digitali?

 

Il primo passo utile può essere quello di segnare in una tabella, un diario o semplicemente un foglio di carta il tempo complessivo che passate sullo smartphone.

Ormai quasi tutti gli smartphone hanno inclusa questa opzione, cioè la possibilità di visualizzare il tempo totale in cui lo schermo resta acceso.

Per una maggiore consapevolezza molti telefoni vi informano anche di quanto tempo spendete su ogni app, in modo tale da capire quale attività svolgete in maniera più intensa. Mediamente l'utente comune passa sullo smartphone una quantità di tempo variabile tra le 2 e le 4 ore al giorno!!! Immaginate quanto tempo in più avreste per voi se solo metteste da parte il telefono solo per la metà di quel tempo!!!

 

 

La tecnica delle finestre

A questo punto, indipendentemente dal tempo che passate on-line, potreste desiderare di vivere più tempo nel mondo che vi circonda per godere appieno il presente e la bellezza della realtà che sta fuori e dentro di voi.

Se volete raggiungere questo obiettivo vi consiglio due possibili strategie:

  • Crea una finestra temporale

Decidi un tempo, un intervallo durante la giornata in cui stabilisci in maniera consapevole di lasciare il telefono spento, silenzioso o lontano da te.

Potresti scegliere un momento della giornata in cui ti sei accorto di abusare della compagnia dello smartphone e decidere gentilmente di escluderlo da quel momento nelle prossime giornate.

Ti potrebbe sembrare semplice ma non lo è, presto ti accorgerai di come la tua mente ti riporti sempre al tuo telefono, sopratutto all’inizio di questa avventura.

Sulla base di questa esperienza potresti anche accorgerti di quanto realmente sei dipendente dal tuo telefono e di quanto sia difficile per te rinunciare a questo strumento, anche per poco tempo.

  • Crea una finestra spaziale

Oltre al criterio temporale potresti utilizzare un criterio diverso: quello spaziale.

Decidi un luogo in cui il telefono non può entrare. Tieni lo smartphone fuori dal bagno, dalla cucina o dalla camera da letto. Oppure lascialo a casa quando vai in palestra o al parco. Quanto è difficile per te rinunciare ad essere raggiungibile?

Se può farti sentire meglio potresti avvisare i tuoi contatti che non sarai raggiungibile per un pò. In fondo gli unici numeri che devono essere sempre raggiungibili sono il 113 e il 118, tu puoi sicuramente trovare finestre disponibili in cui fare una pausa dalla tecnologia!!!

 

Conclusioni

Qualunque strumento, così come quelli tecnologici, può essere utilizzato per migliorare la nostra vita o danneggiarla. Tutto dipende dal Come, dalle modalità con cui ci interfacciamo con questi mezzi. Per questo è importante essere più consapevoli del nostro modo di rapportarci con il mondo digitale, per poter avere la possibilità di scegliere quando e come sfruttare la tecnologia a nostro vantaggio.

 

Grazie per aver letto questo articolo!!!

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Grazie per la lettura e a presto,

Gabriele

 


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