Guida alla Mindfulness: la fioritura del momento presente

di Gabriele Tagliavia

"Ciò che sta davanti a noi e ciò che sta dietro di noi sono inezie

in confronto a ciò che sta dentro di noi"

 

OLIVER WENDELL HOLMES

La pratica della Mindfulness negli ultimi anni ha ottenuto ampio consenso da parte del mondo clinico e della ricerca per la sua estrema semplicità e la sua grande efficacia.

La sua diffusione è stata ampia e tantissimi di noi sono entrati in contatto con questo termine almeno una volta. 

Ad oggi non esiste ospedale negli Stati Uniti che non preveda un programma di riduzione dello stress basato sulla consapevolezza.
Il programma stesso è entrato a far parte delle linee guida nazionali inglesi per il trattamento delle patologie stress-correlate ed è un percorso di cura contemplato dalle compagnie assicurative americane e inglesi.
Nonostante tragga origine da pratiche molto antiche, è un metodo più che attuale capace di fornire un aiuto valido in tantissime situazioni.

Ma, sebbene in tanti ne parlino e in molti la pratichino, non tutti sanno cos'è. 

In questo articolo ti spiegherò in breve cos'è la Mindfulness e come può rendere la tua vita migliore!!!

 

Cosa significa MINDFULNESS??

Il termine "Mindfulness", inteso come pratica meditativa, è stato usato per la prima volta nel 1979 da Jon Kabat-Zinn, medico statunitense di origine indiana, fondatore e direttore della "Clinica per la riduzione dello stress" presso l'Università del Massachusetts.

Il dottor Kabat-Zinn ideò proprio in quegli anni un programma clinico facente parte di quella branca della medicina detta "medicina comportamentale" o "medicina corpo-mente integrata" e lo chiamò Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR).

"Mindfulness" è un termine inglese usato per definire un particolare stato della mente che potremmo tradurre con la parola Consapevolezza.

Questo particolare assetto mentale, ispirato alle antiche pratiche meditative buddiste, viene insegnato attraverso un percorso specifico che, adattandosi al contesto contemporaneo occidentale, è capace di rendere la meditazione una pratica alla portata di tutti.

Il programma, della durata di 8 settimane, è strutturato come un percorso che passo dopo passo porta la persona a conoscere ed approfondire i propri vissuti (stressanti e non) sotto la luce della consapevolezza tramite le varie tecniche di tipo meditativo.

L'intento del dott. Kabat-Zinn allora era quello di fornire aiuto a tutti quei pazienti affetti da patologie legate a stress cronico, come le patologie oncologiche, le patologie da dolore cronico, patologie cardiache e psichiatriche e, ancora oggi, ottiene tantissimi risultati positivi anche nell’ambito della ricerca clinica.

Infatti, sin dall’inizio della sua storia, la Mindfulness è stata oggetto di numerose ricerche sopratutto in ambito clinico dimostrando di essere un metodo non farmacologico molto efficace per il trattamento e la prevenzione di diverse patologie.

I benefici della Mindfulness riscontrati sono tanti e questi sono solo alcuni di quelli che la scienza ha accuratamente comprovato:

  • Riduzione dei valori pressori;
  • Riduzione nell’incidenza di patologia cardiovascolari;
  • Incremento dell’efficienza del sistema immunitario;
  • Riduzione dell’ansia;
  • Riduzione dello stress;
  • Miglioramento della concentrazione;
  • Miglior riposo notturno;
  • Prevenzione delle ricadute depressive.

Per Jon Kabat-Zinn Consapevolezza significa “prestare attenzione in un modo peculiare: di proposito, nel momento presente e senza presunzione.

Da questa semplice definizione possiamo comprendere quali sono le caratteristiche di base che definiscono un stato interiore consapevole.

Queste qualità sono:

 

Intenzionalità

Questo termine ci suggerisce che uno stato Mindful è uno stato attivo e non passivo, si raggiunge facendo un “lavoro” mentale basato sulla nostra volontà di vivere quel momento con consapevolezza. Spesso queste pratiche vengono considerate come tecniche di rilassamento ma, anche se possono portare ad uno stato di serenità e calma, non è questo l’obiettivo della pratica. La meditazione, al contrario, prevede un certo grado di attenzione e concentrazione.

 

Nel momento presente

Nei momenti dedicati alla consapevolezza decidiamo di concentrare il faro della nostra attenzione solo su ciò che accade nel presente, cercando di mettere da parte il passato con i suoi rimpianti e delusioni, e le preoccupazioni del futuro.

Si cerca di vivere nel Qui ed Ora.

Tale modalità della mente è, in parte, antagonista del pilota automatico che ognuno di noi porta dentro di se. Questo utilissimo pilota tende a trascinare i nostri pensieri sempre verso momenti diversi rispetto al presente, perché il suo intento è quello di analizzare costantemente il passato e risolvere i problemi che potrebbero presentarsi in futuro. E’ automatico proprio perché questo suo lavoro è spesso al di fuori della nostra coscienza, opera in continuazione senza che ce ne accorgiamo...per fortuna. Anche se questo pilota è molto utile in tante situazioni, ci può anche allontanare dal momento che stiamo realmente vivendo, cioè il presente!!!

La pratica ci apre gli occhi nei confronti di questi nostri meccanismi interni.

 

Senza giudizio

Nella pratica ci viene chiesto di ignorare deliberatamente quel giudice interiore che si diverte ad allietarci con le sue opinioni e valutazioni su ciò che è giusto e sbagliato. Qualunque cosa accade durante la pratica va bene così com'è.

Il giudizio degli altri, degli eventi o quello spietato verso noi stessi sono tendenze che possono interporsi tra noi e la realtà così com’è, magari aggravando una condizione in cui il nostro umore è un po instabile. Nella meditazione ci asteniamo da qualunque giudizio, si cerca di accettare la realtà esattamente per come si manifesta.

 

Tutte le tecniche meditative hanno in comune questi tre elementi, tre muscoli che la pratica quotidiana rende più forti e resistenti.

 

Essere consapevoli è semplice ma non è sempre facile, richiede un certo impegno per contrastare la forza dell'abitudine, quella consolidata tendenza a vivere distrattamente la nostra vita.

Questo sforzo, però, non è invano: meditare dona luce al nostro presente, ci regala tempo e una maggiore serenità legata alla nostra rinata capacità di accettare noi stessi momento dopo momento. 
Sopratutto chi è alle prime armi può trovare difficile iniziare a vedere il presente sotto questa luce nuova.
Perfino il termine “meditazione” può spaventare e trarre in inganno, riconducendo la mente a pratiche ascetiche e contemplative troppo complesse ed estranee al nostro contesto e alla vita che tutti i giorni viviamo.
Ma non è così!
Jon Kabat-Zinn, nel suo libro intitolato “Ovunque tu vada ci sei già”, ci spiega con molta semplicità cosa vuol dire veramente meditare:

“Meditazione significa imparare a svincolarsi dalla corrente, sedere sulla sua sponda, ascoltarla, trarne insegnamento e poi sfruttare le energie per farci guidare anziché dominare. Questo processo non si svolge magicamente da solo. Richiede energia. Noi chiamiamo pratica o pratica di meditazione lo sforzo di coltivare la nostra capacità di vivere il presente.”

 

Grazie per aver letto questo articolo!!!

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Inoltre, se vuoi iniziare un percorso di meditazione consapevole e vuoi sapere prima di cosa si tratta, vai alla sezione download e potrai provare le prime meditazioni guidate con la possibilità di svolgere le prime pratiche direttamente a casa tua.

Grazie ancora e a presto,
Gabriele


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